Made in Italy School

Intervista esclusiva allo shoes maker Daniele Marini, IV gererazione della Marini Calzature dal 1899

Sono cresciuto in azienda, per me è sempre stato naturale osservare i gesti che mio nonno e mio padre ripetevano quotidianamente per creare le nostre calzature.

Intervista esclusiva allo shoes maker Daniele Marini, IV gererazione della Marini Calzature dal 1899

03/05/2017

La nota bottega Marini Calzature dal 1899, luogo imperdibile per chi ricerca eleganza e classe raffinata, si trova nel pulsante centro storico di Roma, in quei luoghi che hanno caratterizzato i bellissimi film di Federico Fellini e la sua Dolce Vita. Le calzature Marini hanno rappresentato e rappresentano la massima espressione dell'artigianato italiano

Il marchio Marini Calzature su misura nasce nel 1899 grazie a Giuseppe Marini, un giovane e intraprendente calzolaio romano che decide di mettersi in proprio creando il proprio laboratorio in Via Francesco Crispi 97 nel cuore di Via Veneto, dopo aver fondato una scuola per calzolai.

In poco tempo il suo nome diventa sinonimo di eleganza per l'impareggiabile bellezza e qualità delle scarpe che produce.  Moltissimi personaggi di spicco della politica mondiale, dell'alta finanza e del mondo dello spettacolo iniziano ad acquistare le calzature Marini.

Giuseppe Marini, insignito della carica di “Cavaliere del Lavoro” dal Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, muore nel 1966, dopo aver tramandato la propria arte ai figli Felice e Benedetto, e al giovane nipote Carlo.

Gli anni Cinquanta e Sessanta rappresentano per la Marini un momento storico molto importante.

Il marchio Marini consolida il proprio successo grazie a con creazioni artistiche per i principali personaggi di quei tempi. È in quegli anni che nascono modelli per clienti come Marcello Mastroianni, Anna Magnani, Gregory Peck e Sergio Leone.

Nel 1965 entra nell'azienda Carlo, che, portando avanti le orme del padre e dello zio, diventando un abile maestro artigiano sempre mantenendo l'altissima qualità e magnificenza del prodotto.

È mediante la direzione di Carlo che la Marini si fortifica a livello internazionale, diventando un nome noto e imprescindibile per i più importanti appassionati di scarpe su misura.

Ricordiamo che negli ultimi trent'anni le scarpe Marini sono state indossate da personaggi illustri come Re Hassan II del Marocco, la Regina Elisabetta d'Inghilterra, Gianni Agnelli, lo sceicco Al Nahayan degli Emirati Arabi, Abdullah Al Thani, membro della famiglia reale del Qatar, e molti altri ancora.

Alla fine degli anni '90  al Maestro Carlo Marini si affianca il figlio Daniele, la quarta generazione Marini, dando seguito alla secolare storia della famiglia. Ad oggi, dopo oltre cento anni, la lavorazione viene svolta interamente a mano e l'intero percorso di creazione viene interamente eseguito dalla Famiglia Marini e dai suoi Maestri Artigiani.

 

Alcune domande a Daniele Marini, la IV Generazione

Perché hai deciso di intraprendere la professione di Shoes Designer, continuando in questo modo l'attività di famiglia?

Sono cresciuto in azienda, per me è sempre stato naturale osservare i gesti che mio nonno e mio padre ripetevano quotidianamente per creare le nostre calzature. Da bambino non avevo questa passione ed è ovvio che da ragazzo avevo mille sogni diversi dal proseguire l'attività di famiglia. Tutto è successo quando ho iniziato ad entrarci dentro, a lavorarci seriamente, ad avere i primi incarichi da portare avanti, è stato lì che mi sono innamorato di questo lavoro. Un lavoro che è paragonabile ad una passione, ma anche ad una responsabilità, quella di mantenere in auge un nome dalla storia davvero importante.

Raccontaci il tuo stile e il concept del brand…

Le Calzature Marini hanno uno stile inconfondibile e immutato negli anni.

Con mio padre abbiamo deciso di lasciare invariato il concept ovvero scarpe fatte a mano al 100% senza uso di macchinari come usava fare il mio bisnonno e poi mio nonno. Questa per noi rappresenta la carta vincente di una azienda sempre in crescita ormai da un secolo.

Il mio apporto all'azienda deriva dall'essere cresciuto nell'era della comunicazione e dei social media. Pertanto ho provveduto a riorganizzare gli uffici aprendo i social come Facebook, Istangram, seguendo le mail che provengono da ogni parte del mondo.

“Alto Artigianato con una comunicazione moderna”

Nel tempo libero quali scarpe prediligi?

Ovviamente le scarpe Marini, anche se adoro il basket e quindi inevitabilmente indosso scarpe sportive durante le partite e le sessioni di allenamento.

Cosa rappresenta una calzatura per Daniele Marini?

Tutti per ovvie ragioni sono portati ad ammirare la bellezza di una scarpa per le fattezze, le pelli pregiate. Io sono un designer e pertanto per me il fascino di una scarpa è rappresentato da tutto il lavoro che c'è dietro. Il mio orgoglio è che le scarpe prodotte oggi dalla Marini sono scarpe uguali a quelle prodotte dal mio bisnonno 90 anni fa.

Quanto ci vuole per realizzare un paio di calzature Marini?

Dipende. Se il cliente è un habituè ci vuole circa un 1 mese e mezzo perché abbiamo già la forma in legno. Se il cliente è nuovo ci vogliono almeno 3 mesi perché bisogna prima realizzare una forma in legno, poi una scarpa test per vedere se ci sono correzioni da fare o accorgimenti da prendere e infine la scarpa definitiva. Come vedi un grande lavoro.

La tipologia di clientela che indossa calzature Marini?

Dipende da paese a paese. Per esempio in Italia e in Giappone sono per lo più professionisti ed imprenditori che ci commissionano calzature. Nei paesi arabi sono famiglie reali, che ovviamente hanno grandi interessi economici, a richiederci calzature fatte a mano.

La tipologia di scarpa che vi viene maggiormente commissionata?

In Italia, in Russia e in alcuni Paesi Arabi, i clienti ci richiedono per lo più scarpe senza lacci ovvero il Mocassino stile Marini, un modello storico e importante per il nostro brand.

In Cina e Giappone, i clienti ci richiedono per lo più scarpe con i lacci, soprattutto il cosiddetto “Derby Norvegese”.

Come è nata la necessità di internazionalizzarvi?

L'internazionalizzazione è stata sempre presente nella nostra attività di vendita. Molti clienti esteri passano regolarmente davanti il nostro punto vendita e anche il passaparola è sempre stato un veicolo di promozione.

L'avvento dei social media ha determinato certamente un incremento, per tale ragione ora abbiamo del personale incaricato di seguire i clienti esteri.

La clientela estera adora l'artigianato italiano e questo per noi è stato anche una forma di arricchimento culturale.

 

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