Made in Italy School

Gaetano Aloisio, il sarto che veste i più grandi businessmen

Il grande Maestro dell’Alta Sartoria artigianale Gaetano Aloisio veste per lo più sono businessman stranieri soprattutto russi, emiri, sceicchi, capi di stato africani

Gaetano Aloisio, il sarto che veste i più grandi businessmen

04/04/2017

Il grande Maestro dell'Alta Sartoria artigianale Gaetano Aloisio, di origini calabresi, arriva a Roma nel 1991 dopo un percorso professionale a Milano e Parigi, veste per lo più sono businessman stranieri soprattutto russi, emiri, sceicchi, capi di stato africani.

Come in ogni grande Atelier simbolo del Made in Italy che si rispetti sono i suoi stessi clienti i primi testimonial che, dietro richiesta di un amico o conoscente che ha apprezzato le fattezze di giacca e pantalone, lo contattano per fare da tramite.

Ogni  cliente chiede di essere completamente vestito “total look”.

Il maestro Aloisio deve pensare non solo al completo ma anche a camicia, pochette, cravatte, calzini e scarpe (che commissiona ad artigiani di sua fiducia). Il nostro sarto romano prende personalmente le misure e la prima volta prepara un modello che servirà per tutti i capi che seguiranno. Ogni cliente ordina tra i 30 e i 40 vestiti l'anno.

Emiri sceicchi e presidenti si fidano del taglio e del gusto di Aloisio che comunque deve adattare l'abito allo status del committente: le tasche posteriori dei pantaloni ad esempio sono cucite perché quel tipo di clientela non gira col portafogli avendo di solito a disposizione segretari e assistenti. Gli uomini che veste Aloisio pretendono la perfezione (“c'è un capo di stato africano che indossa l'abito una sola volta: sostiene che poi le pieghe non sono più perfette come quando è nuovo”). Per questo quando ordinano la stoffa (la cerchia si restringe a quattro fornitori, italiani inglesi ed un belga) si assicurano che venga consegnata tutta la produzione. Il grosso del costo dell'abito dipende appunto dalla stoffa che può arrivare anche a 10.000 euro per ogni completo. A questo aggiungete il costo di 70 ore di lavoro sartoriale e il prezzo è fatto.

Alcuni cenni sullo stile di Gaetano Aloisio.

La giacca Aloisio non è così facilmente inquadrabile nella sartoria italiana. L'abito è leggero, sì, ma presenta forme ispide, spalle non pronunciate ma leggermente rigide, con spallina sia sul davanti che sul dietro, delle impunture sui revers zelantemente precise, che non lasciano spazio al tanto decantato fascino dell'imperfezione, tipico della sartoria napoletana. Aloisio è cortese e mi riceve in un impeccabile abito doppiopetto gessato, un Blazon di Drapers; e non posso esimermi dal notare un appiombo millimetricamente perfetto, con la punta della lancia alla stessa altezza della cucitura tra collo e bavero.

 

Il giromanica è in genere aperto sull'abito classico e a camicia sul blazer sportivo. La spalla è precisa, né più corta né più lunga dell'effettiva misura del cliente, dovendo “accompagnare la linea del corpo” – come lui stesso specifica. Solo i sottocolli sono cuciti con la macchina Strobel, mentre i revers sono fatti a mano per una maggiore rotondità. Non utilizza tele preimpostate, perché preferisce prepararle sempre a mano e fa una giacca ‘pulita' sul fondo, non indulgendo in lunghe riprese. Porta il fianchino fino al fondo solo in caso di clienti panciuti o con petto forte.

la lavorazione dei suoi davanti per alloggiare l'omero: a differenza di gran parte delle sartorie che ho visitato, Aloisio non fa la “spalla squarciata” – che consiste nel creare degli intacchi nei vari strati di tela al fine di dare rotondità al quarto anteriore all'altezza del giromanica – ma lavora tele e crine ‘di sbieco' ottenendo il medesimo risultato.

Fonti: http://www.thebespokedudes.com/it/artigiani/637/the-roman-chapter-gaetano-aloisio

http://www.informazionesenzafiltro.it/gaetano-aloisio-il-sarto-degli-sceicchi/

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