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il super Yacht ARCADIA A105, ne parla Michele Dragoni, docente del Corso di Yacht Design

Nuovo per design, ma coerente con la filosofia del cantiere, è realizzato in collaborazione con Hot Lab e sta riscuotendo grande successo

il super Yacht ARCADIA A105, ne parla Michele Dragoni, docente del Corso di Yacht Design

23/01/2020: il super Yacht ARCADIA A105, ne parla Michele Dragoni, docente del Corso di Yacht Design


Presentata in anteprima mondiale all'ultimo salone di Cannes, l'A105 di Arcadia nasce con la volontà di centralizzare la figura dell'armatore e di creare spazi che lo avvolgano e gli permettano di vivere completamente la natura che lo circonda.

Nello sviluppo del suoi modelli, del resto, l'idea fondante di Arcadia è da sempre quella di partire dall'armatore e dall'uso che intende fare della barca, per poi dare forma ai suoi desideri. Un'idea che è alla base anche del nuovo A105, pensato come evoluzione del modello precedente e primo a scendere in acqua tra quelli nati dalla collaborazione tra Arcadia e lo studio milanese HotLab.

Una collaborazione cominciata già con il concept del nuovo Sherpa XL che sarà presentato al prossimo Festival di Cannes in settembre. «Rispetto al modello precedente, le modifiche alle linee esterne non sono state radicali perché non volevamo stravolgerne il design», spiega Michele Dragoni, docente del Corso di Yacht Design di Made in Italy School.

«L'intervento più importante è stato quello sull'upper deck, che è stato ampliato. Una delle caratteristiche più riconoscibili degli yacht Arcadia è la particolare conformazione dei lucernari a centro nave, costituiti da prismi che inondano le porzioni laterali del salone di luce naturale.

Il gioco di incastri che ne deriva limita lo sviluppo in larghezza della porzione prodiera dell'upper deck, conferendo dinamismo ai volumi. A l contrario, il “sun lounge” di poppa si sviluppa a tutto baglio proprio per offrire gli spazi necessari. La marcata e improvvisa differenza in termini di larghezza tra questi due volumi è stata enfatizzata evitando di addolcirne la connessione, che forma un incastro dall'aspetto molto geometrico.

La genesi stilistica del “sun lounge” di poppa, di forma sfrontatamente ottagonale anche per sfruttare al meglio lo spazio disponibile, ripercorre una ideale e decisa declinazione e citazione dei tipici tratti Arcadia. Sono pochi i brand che si possono permettere un linguaggio stilistico tanto anticonformista e allo stesso tempo orientato all'ottimizzazione degli spazi a bordo», conclude Dragoni.

Grazie a queste caratteristiche uniche e solitamente non riscontrabili su scafi di pari dimensioni, l'A105 dispone un ponte superiore con sky lounge coperto e pozzetto esterno che, insieme, coprono una superficie di 65 metri quadrati.

Interessante anche il layout che è disponibile in 5 versioni da 4 a 6 cabine. Un'opzione non da poco per una barca di 32 metri che evidenzia come Arcadia sia in grado di mettersi davvero al servizio dei suoi armatori modificando percorsi, layout e scale per realizzare prodotti unici, degni di quello che Francesco Ansalone, marketing&comunication manager di Arcadia, ama definire “un cantiere boutique”.

«Per ottimizzare gli spazi e aumentare il volume a disposizione delle zone ospiti, abbiamo rivisto il sistema dei passaggi. Sia quello ospiti sia quello crew», spiega Enrico Lumini di Hot Lab, che si è occupato degli interni. «E, paradossalmente, lo abbiamo fatto aggiungendo una scala a poppa che serve sia il ponte sole sia la suite armatoriale. In questo modo è stato eliminato il lungo corridoio crew di prua che non consentiva di avere la vip a tutto baglio».

Lumini non lo dice, ma la scala di poppa di cui parla è un vero capolavoro di design. Realizzata in acciaio inox cromato e priva di corrimano e protezioni laterali, è posta trasversalmente rispetto all'ingresso del salone e, anziché mortificarne l'estetica, diventa un elemento di design di primo piano fluttuante com'è nell'aria. Gli interni sono senza dubbio l'area in cui l'intervento di Hot Lab è più evidente. Non solo per l'uso di materiali insoliti come il legno Carbalho e i pannelli di resina, ma soprattutto per l'eleganza e la ricercatezza dei dettagli. «Se si escludono le luci e le sedute degli interni che sono firmate da Flexform, tutto il resto è stato disegnato da noi e realizzato dal cantiere», spiega ancora Lumini.

Leitmotiv di tutta la barca è l'alternanza del bianco e del nero, declinati in diverse finiture, e l'ampio uso di acciaio, non solo per la scala. Se a tutto ciò si aggiungono le grandi finestrature che contraddistinguono tutti gli Arcadia e l'incredibile gioco di intrecci nelle superfici vetrate dei pannelli solari, non è difficile capire come la scatola architettonica della sovrastruttura e il suo contenuto si fondano creando un tutt'uno che ruota intorno a chi la barca la vive. A riprova del grande successo di questo modello, la terza unità dell'A105 scenderà in acqua a giorni, mentre la quarta è in laminazione. Tutte sono state acquistate da armatori dell'A85, segno evidente che, più che una passione, Arcadia è una filosofia.

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