Made in Italy School

Il ristorante "Il pagliaccio" dello chef stellato Antony Genovese

La cucina italiana è uno dei simboli di riconoscimento principali del Made in Italy

Il ristorante

17/11/2016

La cucina italiana è senza dubbio una delle più conosciute e apprezzate nel mondo e i ristoranti gourmet portano nel piatto non solo la bontà degli ingredienti, ma anche la particolarità dei sapori e un modo di presentarsi davvero invitante.
La caratteristica principale della cucina Italiana è la sua estrema semplicità, con molti piatti composti da 4 fino ad 8 ingredienti. Gli chef Italiani fanno affidamento sulla qualità e sulla estrema varietà degli ingredienti piuttosto che sulla complessità di preparazione.
La cucina italiana è uno dei simboli di riconoscimento principali del Made in Italy e gli executive chef permettono di tenere alto il prestigio dell'Italia in tale settore attraverso la creazione di menù le cui ricette richiamano alla tradizione non dimenticando l'estro e la creatività e l'innovazione.
Eccone, a nostro avviso, i ristoranti al momento più rappresentativi.

IL PAGLIACCIO, 2 STELLA MICHELIN

Anthony Genovese, Executive Chef

La Guida Michelin dice: “Una scossa al cuore della Roma rinascimentale: la cucina svecchia la tradizione e si mette alla costante ricerca di prodotti ed accostamenti innovativi”

Il Pagliaccio rappresenta a Roma il massimo esempio di alta ristorazione di respiro internazionale e cosmopolita, sia in cucina che in sala e non ha nulla a che invidiare alle altre capitali europee pur mantenendo forti radici italiane.
l'accoglienza e il servizio sono supervisionati dal maître Gennaro Buono e dallo chef sommelier Matteo Zappile improntati alla abituale eleganza italiana.
L'anima e lo spirito del Pagliaccio sono sicuramente rappresentati dallo chef Anthony Genovese, ben 2 stelle Michelin, oltre che numerosissimi riconoscimenti dal mondo gastronomico internazionale e apprezzamenti dai suoi illustri colleghi.

Nasce in Francia nel 1968 da genitori calabresi, l'amore per le sue origini lo accompagna tutt'oggi lungo il suo percorso professionale.
Il suo viaggio parte dalla Francia, attraverso l'Inghilterra, passando per il Giappone, la Malesia e la Thailandia. Approda a Ravello all'Hotel Palazzo Sasso, al Ristorante Rossellinis, dove ottiene la sua prima stella Michelin. Da Ravello a Roma il passo è breve, nel 2003 inizia la sua avventura nella capitale con Il Pagliaccio.?
Nei piatti de Il Pagliaccio le sue origini calabresi sono appena accennate. A volte utilizza qualche ingrediente come lo stoccafisso, i maccheroni o il ragù, ma a piccoli cenni e brevi rimandi.
È quando gusta i suoi pasti che in Chef Genovese hanno il sopravvento le sue origini meridionali soprattutto nella scelta dei dolci. Suo nonno era capo pasticcere a Messina, quindi è naturale che egli adori gli struffoli, la pignolata o i cannoli.

Cresciuto con i nonni, si sente più italiano che francese e sin da giovane si disse che sarebbe tornato in Italia per realizzare il suo sogno, un ristorante gourmet che avrebbe rivoluzionato la storia della cucina italiana.
Le sue ricette nascono anzitutto dalla capacità di padroneggiare e rispettare l'ingrediente. Ricerca e innovazione sono predominanti nel suo stile culinario, come predominante è la sua forte curiosità relativamente alle nuove tendenze gastronomiche. Nonostante studi attentamente ogni suo piatto, non manca l'istinto, la spontaneità e la passione.
Chef Genovese adora viaggiare e cenni di queste sue esperienze si trovano in modo parsimonioso e distaccato in alcuni dei suoi più suoi piatti. Soprattutto la sua propensione verso l'Oriente. Non realizza cucina fusion, il background dello chef è fondamentale e quindi l'uso di spezie, sake e soia avviene in modo misurato attraverso magari profumi delicati.

Un piatto simbolo della sua cucina sicuramente è Ostrica, burrata e lychees perché rappresenta i tre pilastri della sua cucina: Francia e Italia mentre i frutti orientali servono ad unire i due elementi. Non ama definire la sua cucina, mettere orpelli inutili perché il suo stile è in continua evoluzione, aperto verso nuovi orizzonti.
Al contrario di molti chef che stanno spettacolarizzando la loro cucina, Chef Genovese ha un rapporto equilibrato e distaccato con i media perché per lui è fondamentale essere professionali e dediti verso il proprio mestiere, essere chef.

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