LA RICCHEZZA DI UN PAESE

IL "SAPER FARE" ITALIANO, UN BUSINESS IN ASCESA

Buon gusto, creatività, innovazione tecnologica, brio, genio e un pizzico di necessaria e benedetta follia hanno da sempre caratterizzato il “saper fare” italiano, dal design alla moda, dalla cucina alle automobili, dall’architettura all’arte.

Quella straordinaria capacità di dare forma ed eleganza alle cose, così apprezzata e imitata all’estero, che tutti chiamano con una definizione coniata negli anni '80, Made in Italy, continua inarrestabile la sua ascesa.

A cominciare dai numeri: già dai primi mesi del 2016, 1.300 aziende, secondo il Sole24Ore, hanno registrato un aumento del fatturato pari al 47%, a fronte del 38% rilevato tra le 22mila imprese dell'universo di riferimento, in cui spiccano le aziende manifatturiere delle tre A: abbigliamento, arredo, automazione.

E le imprese in particolare che sviluppano un business improntato sulla rete di relazioni all'estero sono più dinamiche sia sul fronte dell'occupazione (il 10% ha confermato assunzioni nel 2015) sia su quello delle esportazioni (+50% gli ordini esteri, con una quota di esportatrici del 76%).

Per non parlare del settore Food che, proprio grazie al Made in Italy, sbarca Oltreoceano e inizia la sua corsa negli Usa, confermando tutta la sua forza in un mercato vasto ed eterogeneo come quello statunitense.

L'anno scorso le imprese italiane hanno fatturato 3,96 miliardi di euro, potendo contare sull’esportazione di un centinaio di nuovi prodotti e sul coraggio di molti manager emergenti che hanno deciso di intraprendere la loro attività negli Stati Uniti.

Un trend dunque positivo, che permane anche nel 2016.

Il Made in Italy, terzo marchio al mondo per notorietà dopo Coca Cola e Visa, è nato proprio per tutelare e rivalutare il processo dell'italianità dei prodotti: quelli italiani, infatti, sono da sempre associati a qualità e alta specializzazione, oltre che a tradizione ed eleganza.

In Italia, ad esempio, c'è un artigianato vivo che va protetto e fatto conoscere al mondo, vi sono artigiani, che con le loro mani continuano a trasformare tradizione e creatività in idee, prodotti e ricchezza, un sistema produttivo culturale che genera ogni anno 90 miliardi di euro di valore aggiunto, dà lavoro a 1,5 milioni di persone e muove il 17% del Pil.

Dal 1999, la dicitura Made in Italy è tutelata da associazioni come l'Istituto per la Tutela dei Produttori Italiani ed è regolata dalla legge.

Perché talento, arte, bellezza, cultura italiani sono un bene comune, valori che fanno da volàno a innovazione e competitività per tutti gli altri settori e per tutte le imprese dinamiche.

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